
AquaSphæra, nuova dotazione per la CRI
Si chiama AquaSphæra, ed è stata donata a Croce Rossa Italiana dall’omonima azienda; è una macchina in grado di estrarre l’umidità dall’aria per ricavarne acqua. La novità è stata presentata a Solferino, in occasione delle consuete celebrazioni dell’Associazione e all’orizzonte – si legge nel comunicato CRI – ci sono già tanti scenari emergenziali in cui la materia prima sarà di difficile reperimento.
Ma ecco, con uno sguardo tecnico, cosa è in grado di fare la nuovissima attrezzatura:
AquaSphæra riesce a replicare questo processo (il ciclo idrologico, ndr) naturale condensando l’umidità presente nell’aria e a simulare il punto di rugiada (dove l’umidità relativa è per definizione del 100% – umidità di saturazione) quindi produrre acqua come fosse una fonte pura e illimitata, se si considera che nell’atmosfera terrestre ci sono più di 13 mila km cubi d’acqua non sfruttata. L’acqua generata viene filtrata mediante filtri a carboni attivi, osmosi inversa e infine remineralizzata mediante un filtro contenente sali minerali. L’acqua erogata è così conforme al D. Lgs. n.31 del 2 febbraio 2001, sia a livello microbiologico che chimico.
Il rateo di produzione dell’apparecchio è stimato tra i 100 e i 500 litri al giorno, ed è possibile inoltre approntare soluzioni integrate per l’insacchettamento.